Praticare sport regolarmente aiuta a mantenere il benessere fisico e mentale, ma farlo in maniera compulsiva può trasformarlo in una dipendenza patologica

Ossessionati dalla perfezione del corpo, abituati alle diete ipocaloriche o dipendenti da integratori e anabolizzanti, oggi ben un italiano su 3 (28%) sembra essere ossessionato dallo sport. È quanto emerge da un’indagine promossa da Nutrimente Onlus, associazione per la prevenzione e la conoscenza dei disturbi del comportamento alimentare condotta su circa 1200 italiani tra uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni, realizzata con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) e su un panel di 40 esperti nel campo della psicologia e della medicina interna, per analizzare il rapporto che hanno gli sportivi con il proprio corpo.

“L’ossessione per il miglioramento della propria prestanza sportiva può manifestarsi nel cambiamento del proprio stile alimentare – afferma la psichiatra Sara Bertelli, presidente dell’Associazione Nutrimente Onlus-. Spesso viene eseguito autonomamente, senza la supervisione di un medico nutrizionista. In questo caso, si potrebbero favorire diete ipocaloriche e sbilanciate che mettono a rischio il benessere fisico e mentale. Il rischio è maggiore se, per controllare il peso o la forma corporea, oltre a una pratica sportiva intensa, più ore al giorno tutti i giorni, si fa uso di integratori, anabolizzanti, lassativi o diuretici. Bisogna inoltre prestare attenzione anche al motivo per cui si sceglie di fare sport: la ricerca di un perfezionismo irrealistico, un’eccessiva magrezza o un corpo molto muscoloso, può essere indice di un’alterazione dell’immagine corporea”.

Ma quali sono i campanelli d’allarme da tenere in considerazione quando si inizia a seguire un allenamento o una dieta sbagliati? Un forte segnale di allarme si riscontra quando le persone rifiutano le occasioni di convivialità (78%), come un pranzo con gli amici (53%), con i colleghi di lavoro (45%), un aperitivo con il partner (42%) o una cena tra parenti (39%).

Questo avviene perché non si vuole sgarrare con la dieta personale (72%), perché il giorno dopo ci si deve allenare duramente (62%) o perché non si vuole cadere in tentazioni che potrebebro allontanare i propri obiettivi (58%). Secondo gli esperti, bisogna monitorare in modo particolare l’intensità della pratica sportiva (72%), soprattutto chi ha sofferto in passato di un disturbo alimentare come l’anoressia e la bulimia e non trascurare le relazioni (61%).

Le dipendenze di tipo comportamentale sembrano essere più comuni tra gli adolescenti ed essere legate ad altre psicopatologie.

L’ossessione per lo sport oltretutto, può condurre lentamente gli uomini alla Vigoressia, ovvero preoccupazione intensa e cronica di non essere sufficientemente muscolosi, unita ad una percezione di insoddisfazione del proprio corpo. I soggetti maggiormente “a rischio” sono i maschi e la fascia di età maggiormente colpita è quella dei 25-35 anni (24%), seguita da quella tra i 18 e i 24 (21%). Tuttavia, non manca la presenza anche di una fascia di persone più adulti over 40 (16%) che, spinti forse dall’idea di riconquistare la propria giovinezza attraverso l’allenamento, si lascia gradualmente attrarre da esercizi sempre più duri e da una alimentazione sempre più rigida.

“Chi vive lo sport in maniera ossessiva tende a stare molto attento al cambiamento del corpo – continua la Bertelli -, controllando la propria immagine allo specchio o tramite il tatto, soprattuto dopo ogni allenamento. Dal punto di vista cognitivo ed emotivo, le spie di una dipendenza da sport si possono manifestare in vari modi: il timore di perdere massa muscolare, l’angoscia di non potersi allenare ogni giorno o la vergogna al pensiero di mostrarsi senza vestiti, perchè non in linea con un’ideale di perfezione”.

 

ECCO COSA FARE PER EVITARE CHE LO SPORT SI TRASFORMI IN OSSESSIONE

1) NON ECCEDERE. L’approccio allo sport ha come scopo il benessere del corpo e della mente. Allenarsi in eccesso, perdendo di vista altri interessi, può essere dannoso per entrambi.

2) NON TRASCURARE LE RELAZIONI. Impara a dosare il tempo dedicato allo sport, stando attento a non trascurare altre sfere fondamentali per la salute mentale come le relazioni, gli interessi, il relax.

3) NON IMPROVVISARE. Se hai intenzione di iniziare ad allenarti, non improvvisare. Iscriviti in palestra e fatti consigliare da un personal trainer formato.

4) FAI LA SCELTA GIUSTA. Scegli uno sport adatto alla tua età, al tuo corpo, ai tuoi ritmi e alla tua forma fisica.

5) PIANIFICA L’ALIMENTAZIONE. Se la necessita è anche di perder peso, consultati con un medico nutrizionista che ti aiuti a pianificare un regime alimentare sano.

6) FATTI AIUTARE. Se quello che ti spinge a praticare sport è un malessere psicologico, oltre alla pratica rivolgiti ad un professionista della salute mentale in grado di aiutarti a capire l’origine del tuo disagio, rafforzare l’autostima e lavorare sui problemi di vita che ti impediscono di stare bene.

7) NON AVERE FRETTA. Non controllare giornalmente il peso o la forma corporea, cambiare il proprio aspetto fisico è un lavoro lento e graduale che necessita di fiducia e pazienza.

8) MANTIENI LA POSITIVITA’. Osserva i pensieri su corpo, cibo e allenamento, mantieni la positività e non essere troppo critico con te stesso.

9) EVITA FISSAZIONI. Allenarsi con costanza aiuta a mantenere la forma e la prestanza fisica. Ricorda che saltarne uno ogni tanto, non manda in fumo tutto il lavoro fatto precedentemente.

10) FATTI AIUTARE. Se ti riconosci in uno o più dei punti precedenti, rivolgiti a professionisti come medici e psicologi formati sui disturbi alimentari, la nutrizione e lo sport per un intervento tempestivo e integrato.

 

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